martedì, 24 maggio 2005
BARCELLONA E I FESTINI TECHNO

Sono stato trascinato ad un paio di festini Techno a Barcellona sabato notte. Verso le 5:00 sono ancora al primo quando incontro l'amico Cipolla (con cui sono partito da Roma) che ancora doveva andare all'afterhour con un altro amico di Roma. Visto che il sonno mi era passato, li ho seguiti all'altro party...
Party... festino.... ma cosa c'è in comune con l'ancestrale significato del termine "festa"?

 0:30 - 5:30 - Primo party:
Tanta gente ferma, poca gente che ciondola, alcuni pippano sulle casse. Il posto è scenografato con sculture e graffiti cyberpunk. Molte più ragazze carine di quanto mi aspettassi; il Cipolla dice che è Barcellona. All'ingresso c'è un tecnho-dragone che sputa fuoco di tanto in tanto, compatibilmente con la disponibilità dell'addetto al soffio. Mettono una selezione di techno-house che mi ha fatto riflettere sulla prima ed ultima volta che ero andato ad un rave sette anni fa: la musica mi sembra uguale. Poi l'amico del Cipolla mi ha spiegato che quella musica fa schifo e che è datata, la musica dell'afterhour sarebbe stata migliore.

6:00 - 13:00 Secondo party:
Badalona. Periferia di Barcellona. Arriviamo che è ancora buio. Cipolla e l'amico si mettono subito alla ricerca di sostanze che li facciano tirare dritto altre chissà quante ore e gli facciano apprezzare la musica. Li lascio alle loro ricerche e mi metto a girare per non farmi assediare dal sonno. Ci sono 2 casermoni separati da un grande slargo; in uno c'è il loop di una specie di gigantesca centrifuga, nell'altro c'è "buona tecnho" mi dicono... A me sembra sempre la stessa musica di sette anni fa.
Entrambi i casermoni mi danno lo stesso senso di desolazione: gallerie immense che terminano in una parete di casse. Dietro ad essa un dj invisibile alla gente e davanti ad essa una trentina di persone che dondolano alzando coi piedi una nebbia di polvere e vernice che rende la visione del tutto allucinatoria anche senza uso di droghe pesanti.
Con la luce del sole che piano piano si diffonde, la visione si mi si fa quasi macabra.
Guardo: vedo degli idioti. Una fila di idioti di punta, fra cui Cipollone e l'amico, sono piazzati a 10 centimetri dalle casse e dondolano più per le vibrazioni dei coni che per un movimento volontario. Guardano fisso le casse o il suolo, o il nulla, ma in realtà il loro sguardo è concentrato su qualcosa di più alto, qualcosa che io non posso conoscere: le porte della percezione si spalancano di fronte a loro ed io, senza avere assunto nessuna chiave, vedo solo una realtà misera e decadente.
Dopo un po' l'effetto della droga X scende: ora è necessaria la droga Y (vorrei riuscire a descrivere effetti e reazioni delle varie sostanze di cui ho sentito parlare e di cui ho visto gli effetti in quel frangente, come XTC, MDA, una descrizione sul genere "paura e delirio a las vegas", ma non sono abbastanza ferrato sull'argomento. So che l'MDA ti fa venire voglia di fare sesso... forse io sono caduto in una marmitta di MDA quando ero piccolo...). Incontriamo 2 amiche italiane. Quando ci sediamo una delle due in silenzio vomita liquido e inizia a piangere. Passa quasi un minuto prima che se ne accorga qualcuno. La ragazza sta in un down (credo..), quindi lasciamo che se la sbrighi l'amica e rientriamo; nuova droga, nuova corsa. Altra ipnosi a colpi di subwufer.
Ecce homo.
Alle 13:00 io non ero più lucido. Da ore mi era salita una cosa che pochi revettari hanno provato ad un festino: sonno. Lascio i due che erano tornati all'ennesima ricerca e me ne vado a cercare un materasso...

So che c'è chi mi giudicherà un puritano, un borghese perbenista, non mi importa. Io so che potrei benissimo sbagliarmi e potrebbero avere ragione loro. D'altronde chi è il vero sfigato in quel contesto? Chi ondeggia davanti a un muro di rumore imbottito di trip o chi vaga solitario perfettamente lucido e con un sonno che se lo porta? E' sempre tutto relativo. Quando lavoravo in un'agenzia di stampa una volta ho detto al mio capo, un simpatico vecchio matto giornalista, che per come la pensavo io, si può vivere bene anche senza interessarsi di politica; subito ha indetto una riunione di redazione per spiegarci che non pensare al giornalismo e alla politica, scegliere magari un lavoro da impiegato o da "mezzemaniche" come usava dire lui, significava buttare il cervello all'ammasso. E' sempre tutto relativo.
Quello che facevano quegli esseri umani davanti alle casse è l'immagine che più mi fa pensare alla frase "gettare il cervello all'ammasso". Non trovo in loro un significato al di fuori dell'autodistruzione. Nulla.
Il valore del divertimento c'è senz'altro, ma non spacciatemelo per esperienze chiarificatrici. Ti vuoi fare male? Liberissimo! Ma non farmi credere che ci sia un valore in una musica che per essere apprezzata ha bisogno dell'assunzione di sostanze esterne. Ma soprattutto, COSA NE E' DELLA FESTA???

Essendo io un robot, è inevitabile che prima o poi qui in rete entri in contatto con qualche personaggio cyberpunk. Per fortuna non credo che la cultura cyberpunk sia solo quello che ho visto ai festini. Credo che le community in rete rappresentino il lato costruttivo e i festini quello distruttivo della stessa cosa.
Però la festa è sempre festa? I rave mi confermano la visione di un mondo che si sposta sempre più da una società di massa a una società di individui. Anche la festa è diventata individuale. Ognuno con il suo festino mentale. Ognuno col suo viaggio ognuno diverso. Ognuno in fondo perso dentro i cazzi suoi...
Per me la festa resta quella del fuoco in spiaggia o del dj che posso vedere e che è un essere umano e non un muro. La festa è quella del vino o della canna che fanno socializzare. L'unico veicolo per socializzare nell'ambiente techno è la ricerca di droghe. Vi prego, non prendetemi per un bigotto, io la penso così: come sento la techno di ora uguale a quella di sette anni fa, non vedo potenzialità nell'autodistruzione dei festini. Non ho neanche niente contro l'autodistruzione in sè! Purché uno ne sia consapevole; se invece me la spacciano per una strada di illuminazione, allora mi preoccupo.
E' fuori di ogni dubbio che le droghe psichedeliche aprano porte della percezione. Quello di cui sono convinto è che non siano l'unica chiave possibile. Io per esempio sono arrivato a pensare che esistono infinite realtà e che per ognuno è totalmente diversa solo attraverso processi logici (o illogici e paradossali all'occasione), ma senza andare mai oltre le canne.
Ho adorato "Paura e Delirio a Las Vegas" di Terry Gilliam, e come me penso anche molti consumatori di droghe pesanti che si sono immedesimati nei trip dei protagonisti. Ma anche molti non drogati lo hanno trovato esilarante. Alla fine è un gran bel film! Non tutti però ricordano l'articolo che Johnny Deep scrive alla fine, o perché non più abbastanza lucidi da seguire la trama, o magari perché l'inconscio ci mette lo zampino ed evita di rovinare uno spettacolo divertente con un finale che può far scaturire sensi di colpa. Sta di fatto che l'articolo è di un tono ben più amaro del resto della storia; e rimane lì alla conclusione del viaggio nei vari deliri assurdi del film come sentenza e giudizio nei confronti del viaggio stesso.

  "Siamo tutti impegnati in una lotta per la sopravvivenza ora...non ci sono più gli stimolanti degli anni '60...è stata questa la falla fatale del viaggio di Ten Leary, ha bombardato l'America vendendo la sua espansione di coscienza, senza mai pensare alla realtà macabra e rapace, che stava in attesa di tutti quelli che lo prendevano sul serio, quei consumatori di acido patetici e appassionati che pensavano di comprarsi pace e comprensione a tre dollari la botta, ma la loro sconfitta e i loro fallimenti, sono anche i nostri, ciò che Leary si è portato via con se è l'illusione di un intero stile di vita che lui stesso aveva contribuito a creare, una generazione di storpi permanenti, ricercatori falliti, che non ha mai capito la vecchia essenziale falsità mistica della cultura dell'acido...La disperata supposizione che qualcuno...o almeno qualche forza...custodisse la luce alla fine del tunnel..."

Hasta luego.
postato da: Byerley alle ore 17:08 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1   24 Maggio 2005 - 17:14
 
Un lato di Barcellona che non conoscevo... grazie!
Casualmente tua... Tangura
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#2   11 Giugno 2005 - 20:42
 
e bravo il nostro robot, un'analisi lucida ma non a senso unico che apre le porte al confronto.
Ricordi abbiamo parlato di questa tua esperienza??
sai come la penso al riguardo e preferisco il buon vecchio vino e qualke spino di contorno .
utente anonimo

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