martedì, 31 maggio 2005
COME PUO' UN ROBOT APPREZZARE IL CINEMA?

Mi piace! Non tutti i film, certo, ma il cinema fra tutte le arti ha per me un valore particolare... ambiguo per natura: sempre in bilico fra realtà e finzione. E poi ha un sacco di altri pregi! Le immagini sono segni universali, non richiedono la conoscienza di un alfabeto; l'avvento del sonoro, riflettevo, ha decisamente ucciso un arte e ne ha creata un'altra. Se devi farti capire senza parlare, usi i gesti e il trucco e gli attori del muto erano tutti stratruccati e strabordanti nei movimenti. Era un'arte molto mimica, non a caso è nel muto che si comincia ad utilizzare il primo piano, con Griffith se non sbaglio. In ogni caso il cinema nasce in Francia e il muto, come tutte le arti basate sui movimenti e i gesti, appartiene a una tradizione vecchiocontinentale (dai greci fino a  Nureyev, dai Pupi a Marcel Marceau) mentre il sonoro è invenzione tutta americana e segna l'inizio di un nuovo tipo di comunicazione (comprensibile comunque anche agli analfabeti americanti e inglesi che settant'anni fa rappresentavano più del 50% della popolazione) e un nuovo tipo di arte che usa la parola, caratteristica della cultura anglosassone (da Shakespeare a Hemingway, da Withman a Tarantino). Un arte basata sulla recitazione, come in teatro, ma con il mondo come palco e scenografia; ma soprattutto come pubblico. Potresti dire qualunque cosa a chiunque in qualunque modo... a meno che non sia qualcosa la cui comprensione richieda il contatto fisico o l'uso dell'olfatto o del gusto... (comunque di azioni che richiedono l'utilizzo di tutti e cinque i sensi contemporaneamente io ne conosco solo una....).
E comunque mi piace il cinema! Che c'è di strano nel fatto che un robot ami il cinema non lo capisco.
Potrei chiedere io a voi la stessa cosa!
Perchè vi piace ciò che vi piace? Che cos'è che vi fa amare?
Cosa spinge gli esseri umani a preferire alcune cose ad altre? E' casuale?
Io come tutti voi sono influenzato in parte dal posto in cui sono nato e cresciuto, ma come tutti voi ho delle peculiarità e delle preferenze. Dei gusti
E de gustibus non disputandum est.
Dei gusti non si discute.
postato da: Byerley alle ore 20:29 | Permalink | commenti
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